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Club Rotary Grosseto e Associazione Rotariana Carlo Berliri Zoppi hanno presentato con successo un libro sul restauro delle Clarisse

La presentazione ha avuto luogo Martedi 12 dicembre alle 17, nella Chiesa dei Bigi. Il libro, curato da Cecilia Luzzetti e Andrea Marchi, è un viaggio alla scoperta del restauro dell'ex Convento delle Clarisse e della Chiesa di Santa Chiara, oggi sede del Museo Collezione Gianfranco Luzzetti.
Club Rotary e Associazione Rotariana hanno  sostenuto con entusiasmo il progetto di pubblicazione del lavoro di restauro.

 

Chiesa dei Bigi in Via Vinzaglio a Grosseto

Si è trattato anche di un momento particolare  per ricordare il grande mecenate che da' il nome a questo museo, Gianfranco Luzzetti, scomparso questa estate all'età di 91 anni.  I sessantaquattro oggetti della donazione (quadri, sculture maioliche e opere varie facenti parte della collezione privata di Gianfranco Luzzetti di origini grossetane, esperto d'arte soprattutto rinascimentale e post rinascimentale) non avrebbero potuto trovare più adeguata collocazione e miglior allestimento.
Mauro Papa, direttore del Polo Culturale delle Clarisse, dopo aver portato il saluto dell'Assessore alla Cultura Luca Agresti e del Presidente della Fondazione Cultura Giovanni Tombari ha ripercorso il cammino che ha portato alla creazione del Polo e ha in particolare ricordato Gianfranco Luzzetti.
Hanno quindi portato il saluto l'architetto Vanessa Mazzini, responsabile dell'AREA Patrimonio Artistico della Sopraintendenza delle province di Siena, Grosseto e Arezzo, l'editore del libro Mario  Papalini titolare della Effegi, la storica d'arte e restauratrice dottoressa Stefania Caroni e i due architetti che hanno curato il restauro (e il libro),Cecilia Luzzetti e Andrea Marchi.
Il Presidente del Rotary Club Grosseto , Alessandro Antichi, oltre a ricordare che la prima mostra delle opere della Collezione Luzzetti fu a Grosseto nel 1999, ha sottolineato come le vicende del recupero dell'ex convento e della ricerca di una "degna sede" per la collocazione della collezione, si siano sviluppate in parallelo nel tempo intrecciandosi tra loro. "Il Rotary Club di Grosseto" ha poi  affermato  Antichi, " anche  grazie all'operosa attività istituzionale dell'Associazione Rotariana Carlo Berliri Zoppi presieduta da Domenico Saraceno, ormai da diversi anni, si propone come interlocutore privilegiato delle iniziative finalizzate alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale della Maremma" 
"Lo scorso autunno l'Associazione " ha spiegato Domenico Saraceno " ha organizzato un incontro pubblico dedicato alla storia e ai lavori di restauro dell'ex  Convento delle Clarisse e in quella occasione, data l'interessante illustrazione fatta dal progettista  architetto Cecilia Luzzetti e dal direttore del Polo, Mauro Papa, su suggerimento del pubblico e in particolar modo dall'avvocato Raffaele De Luca, è nata l'idea di pubblicare il lavoro"
Domenico Saraceno ha inoltre definito il Polo delle Clarisse, oggi restaurato, "una sede storica per la citta' di Grosseto ed ha ricordato che "il complesso di edifici ha avuto nel tempo una molteplicità di contenuti, la sua storia, sunteggiata in diverse pagine del libro, inizia nel 1571 come complesso monastico"
Significative anche le parole del presidente di Fondazione Grosseto Cultura, Giovanni Tombari, che ha affermato:
" Tracciare la storia del recupero dell'ex convento è un obiettivo importante per riconoscere la storia della nostra città" .
Oggi, è possibile conoscere tutto il percorso che ha portato alla nascita del terzo museo cittadino: i lavori di restauro e allestimento del piano terreno dell'ex convento di via Vinzaglio, sono contenuti in un pregevole volume ricco di fotografie, che ha visto la luce grazie al sostegno rotariano del club di Grosseto.
Grande dunque  la soddisfazione tra i soci che hanno visto operare i massimi dirigenti del Club in uno scenario che ha coinvolto tutti, in un'azione globale a favore  della cultura, con l'intento costante di collocare sempre più in alto la tutela e la valorizzazione di ogni bene culturale perchè il loro valore è un patrimonio da trasmettere alle future generazioni.